SVILUPPO EDILIZIO DELL’UNIVERSITÀ E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE. RINATURALIZZARE AREE DISMESSE.

Sul tema abbiamo inviato la seguente lettera al Magnifico Rettore dell’Università di Pisa Prof. Riccardo Zucchi.

Siamo tutti noi affezionati all’Università di Pisa, in primo luogo perché per parecchi ha costituto il luogo dove si è studiato e ci si è formati.

Anche per questo, ben conosciamo le precarie condizioni strutturali in cui anche grandi docenti e luminari di fama internazionale erano costretti a svolgere la loro attività di ricerca e anche i laboratori, a volte ricavati in stanze di antichi palazzi del centro, in cui noi studenti svolgevamo le prove di laboratorio.

Siamo consapevoli del ruolo strategico dell’Università per la città di Pisa e della “competizione” a livello di qualità dell’insegnamento e della ricerca che essa deve sostenere a livello internazionale.

Quindi sul fatto che l’Università debba soddisfare le sue esigenze logistiche per noi nulla quaestio.

L’università di Pisa, tuttavia, accanto al suo impegno per la pace e contro la ricerca delle armi, vuol fare come suo tratto distintivo anche la sostenibilità ambientale. Ne siamo lieti.

Questo però a nostro avviso contrasta con il suo piano di sviluppo edilizio che prevede, dopo la “nuova Chimica”, la realizzazione di quasi 60.000mq di Superficie Utile Lorda di nuovi edifici, diciamo intorno a 300.000metri cubi, con un ingente consumo di suolo.

Ma non è solo il consumo di suolo che contrasta con la sostenibilità ambientale e la riduzione delle emissioni climalteranti. Infatti un tale programma non può che prevedere una grande necessità di cemento e la produzione di cemento è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali totali di CO2. Si stima che per ogni tonnellata di cemento prodotta, venga emessa quasi una tonnellata di CO2.

Poi c’è l’incidenza della complessiva politica edilizia dell’Università sulla città, la sua vita quotidiana, la sua mobilità. Di questo ci occuperemo in successive prese di posizione.

Come conciliare esigenze logistiche dell’Università e sostenibilità? In primo luogo investendo nella ristrutturazione degli edifici di proprietà (che ricordiamo essere circa 150 in città) senza lasciarli deperire negli anni, come purtroppo si è fatto con il Palazzo dei Congressi.

Questo potrebbe ridurre le esigenze di nuove costruzioni.

In secondo luogo se si vuole avere un comportamento attento alla sostenibilità non è possibile che ogni edificio dismesso venga messo sul mercato al solo fine di fare cassa per costruire nuovi edifici, consumare nuovo suolo con nuovo cemento, magari chiedendo al Comune di poter riutilizzare tutta la Superficie Utile Lorda di enormi vecchi edifici, come ad esempio la vecchia Chimica (area ed edifici che necessiteranno di profonda bonifica) in via Risorgimento, per nuove destinazioni più remunerative.

Questo sarebbe il comportamento di un qualunque speculatore privato che però non ha alcuna pretesa di essere attento alle sorti del pianeta.

È necessario a nostro avviso che l’università se vuole realmente essere attenta alla sostenibilità cominci ad entrare nell’ottica di rinaturalizzare almeno alcune delle aree dismesse (resede edificio non storico di Chimica in via Risorgimento? Veterinaria alle Piagge?…) e che le aree verdi presenti nelle facoltà dismesse vengano cedute alla fruizione collettiva, come positivamente è previsto per l’area verde di Chimica in via Risorgimento.

Sappiamo che tutto ciò ha un costo ma la sfida per la decarbonizzazione pone tutti di fronte a scelte nuove, coraggiose ma indispensabili, che potrebbero anche porre la nostra Università all’avanguardia, non solo in Italia.

Vietare coriandoli e palloncini, incentivare l’uso della bici, incontrare le associazioni ambientaliste dopo i nefasti tagli arborei di Tombolo, sono tutte cose importanti ma non bastano.

Pisa, 28 giugno 2025

Associazione ambientalista La Città Ecologica APS

Comitato per la difesa di Coltano – Parco MSRM

Italia Nostra Toscana

Italia Nostra Pisa

Amici della Terra – Versilia

Il comununicato come pubblicato dalla testata on line PisaToDay.it

Il comununicato come pubblicato dalla testata on line AltraNotizia.com

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