SANTA CHIARA E PIANO DI RECUPERO CHIPPERFIELD. NO ALLA LOGICA SPECULATIVA CHE PUNTA AL MASSIMO RICAVO. PROCEDERE ALLA VENDITA PER PARTI, NELL’INTERESSE DELLA CITTÀ

A oltre 12 anni dall’approvazione del Piano di Recupero firmato dall’architetto Chipperfield, si ripropongono le preoccupanti voci di possibili gruppi privati interessati all’acquisto in blocco del complesso. Risulta comunque che hanno espresso interesse all’acquisizione di porzioni del complesso sia l’Opera della Primaziale – com’era logico attendersi – sia la Scuola Normale Superiore.

Noi crediamo che l’ingresso nel comparto di queste due istituzioni culturali di grande prestigio sia un’occasione assolutamente da non perdere. Naturalmente questo significa uscire dal tabù della vendita “in blocco” che, nell’attuale momento storico, può essere presa in esame solo da soggetti finanziari puri, interessati prioritariamente alla speculazione immobiliare, inimmaginabile in un’area a immediato ridosso della Piazza del Duomo.

Il Piano di recupero, che a seguito delle proroghe ministeriali risulta tuttora vigente, è strutturato in 10 Unità minime di intervento (UMI) che consentono a nostro parere una vendita per parti, subordinata a convenzioni per assicurare interventi rispettosi delle linee comuni del piano stesso.

La Città ecologica ritiene che l’obiettivo del massimo ricavo economico dalla vendita, finalizzato al finanziamento del nuovo ospedale in costruzione a Cisanello, non possa guidare l’azione delle amministrazioni pubbliche coinvolte, fino a travolgere l’impianto del Piano di recupero. Un Piano che, è bene ricordarlo, prende atto del vincolo apposto a tutti gli edifici storici da parte del Ministero dei Beni Culturali, cui corrisponde una normativa di intervento diretta a recuperare tali edifici nel rispetto delle loro caratteristiche architettoniche e tipologiche oltre che a salvaguardare ed estendere le aree libere per farne nuovi spazi verdi alberati fruibili.

In questo quadro è compreso anche il recupero dell’edificio della ex Scuola Medica per il quale il piano prevede “il restauro per adibirlo a museo e ad attività didattiche, congressuali ed espositive”, tipologia di intervento e destinazione che ci paiono assolutamente diverse e quindi non conformi al “grande centro congressi” (auspicato da esponenti dell’attuale maggioranza in comune) che avrebbe un impatto insostenibile in quel contesto urbano delicato, prossimo all’area di massima concentrazione turistica, già incluso nella zona a traffico limitato, da estendere per noi a tutto il comparto.

L’auspicio è che le UMI prossime alla piazza del Duomo siano alienate prioritariamente alle Istituzioni Culturali che le richiedono, come elemento di salvaguardia del SITO Unesco di piazza del Duomo, lasciando solo le altre per la vendita a privati, sempre con i vincoli dettati dal Piano di Recupero, ricordati in precedenza.

Pisa 23 agosto 2026.

Associazione ambientalista

LA CITTÀ ECOLOGICA APS

Il Comunicato stampa come pubblicato dalla testata on line QUINEWSPISA.IT il 24 agosto 2026

Il Comunicato stampa come pubblicato dalla testata on line TOSCANA OGGI VITA NOVA il 23 agosto 2026

Il Comunicato stampa come pubblicato dalla testata on line PISANEWS.NET Il 23 agosto 2026

Il comunicato stampa come pubblicato su Il Tirreno nazionale il 24 agosto 2026

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