Lorenzo Bani è stato nuovamente nominato Presidente del Parco MSRM. Avevamo auspicato un cambiamento che costituisse un mutamento negli indirizzi di gestione e nelle politiche di pianificazione del Parco. La Regione ha purtroppo scelto per ora la continuità.
Auguriamo comunque buon lavoro al ri-nominato Presidente.
Le sue prime dichiarazioni impongono tuttavia delle puntualizzazioni.
La prima è relativa alla sua richiesta, perentoria e reiterata, di una rapida approvazione del Piano integrato del Parco, adesso fermo in Regione.
La bozza del PIP è stata approvata dal Consiglio Direttivo del Parco stesso il 10 luglio 2023, e inviata alla Regione. Ha percorso gli iter obbligati, cominciando dalla revisione dei tecnici della Regione che hanno corretto grossolani errori e incongruità, per poi transitare dalla Giunta Regionale (della quale ha ottenuto il via libera), e arrivare all’esame della Commissione Ambiente; con il fine di approdare alla discussione del Consiglio regionale per l’adozione.
Giova ricordare che tutte queste operazioni sono avvenute nella passata consiliatura, che, come noto, aveva una giunta diversa, una commissione ambiente diversa, un consiglio regionale diverso e, soprattutto, una diversa maggioranza politica.
E’ inevitabile e giusto che i nuovi consiglieri regionali vogliano (debbano) studiare attentamente questo piano e proporre eventuali modifiche, nei tempi che riterranno necessari e con le audizioni e gli approfondimenti necessari. Ci vorrà il tempo che ci vorrà, perché la democrazia è questa. La democrazia richiede anche che la Commissione ascolti noi, associazioni ambientaliste del territorio, che abbiamo inviato al Presidente della Commissione ed ai commissari un documento con tutte le critiche ambientaliste a quel PIP.
Il Presidente Bani accenna poi alla possibilità di far diventare il nostro parco, che ha la grande estensione di 24mila ettari, un Parco Nazionale.
Noi non siamo contrari a questa proposta. Ma non pensiamo che la carenza di risorse del Parco di MSRM dipenda dal fatto che sia un parco regionale e non nazionale. Essa dipende invece dal fatto che la Regione Toscana introita nel suo bilancio i circa 2 milioni che ogni anno la Presidenza della Repubblica stanzia per la tenuta di San Rossore, ex Presidenziale, invece di trasferirli tutti al Parco stesso, e ciò senza che il suo Presidente li reclami con la necessaria decisione.
Se poi il Presidente Bani ritiene che la dimensione del Parco sia importante per accedere alla categoria dei Parchi nazionali, non può non sapere che proprio il suo Piano Integrato, consegnando ai Comuni il potere di pianificazione urbanistica su tutte le aree contigue, con una scelta politica errata e molto criticata non solo dalle associazioni ambientaliste, decurterebbe di fatto il territorio del parco di circa 9mila ettari!
Quanto poi ad un PIP a “cemento zero”, ciò è palesemente non vero. La bozza prevedeva addirittura in molte aree “incrementi volumetrici illimitati”, poi contenuti nella maggior parte dei casi al 20% in più, solo a seguito delle osservazioni dei tecnici regionali.
E che dire della mega base dei carabinieri, ben 90 ettari in un’area pregiata, la cui localizzazione all’ex-Cisam è stata proposta per primo dallo stesso Bani? La questione resta aperta, come quella delle aree a destinazione militare.
Infine, la tardiva attenzione nei confronti dell’erosione del litorale (il Parco ha circa 30 km di costa da Livorno a Viareggio) avrebbe maggiore credibilità se del cambiamento climatico e dei suoi effetti sulla costa e sulla golena si fosse occupato il PIP trasmesso in regione, che invece ignora del tutto il tema e le sue conseguenze (ad esempio nell’area parco del Piano di Recupero ex-Motofides).
Speriamo che come “compensazione” per la sua nomina, come lui stesso dice, Bani abbia ottenuto uno stop al progetto della Darsena Europa o almeno che la sabbia erosa a San Rossore e spiagge limitrofe ed accumulata al molo sud del porto di Viareggio, invece di essere trasferita tutta a nord del porto con un sabbiodotto, sia almeno in parte usata (previa valutazione della loro qualità chimica ed ecotossicologica) per il ripascimento del litorale del Parco che, in particolare nel tratto prospiciente San Rossore, ha raggiunto proporzioni preoccupanti e che è quello che quei sedimenti fornisce.
Per queste ragioni, il PIP è da rivedere radicalmente con i tempi che saranno necessari, e non certo da approvare con dannosa urgenza.
Pisa 7 agosto 2026
LA CITTA’ ECOLOGICA aps
AMICI DELLA TERRA VERSILIA
COMITATO DIFESA ALBERI PISA
COMITATO PER LA DIFESA DI COLTANO

Il Comunicato stampa come pubblicato dalla testata on line QuiNewsPisa.it il 7 agosto 2026
Il Comunicato stampa come pubblicato dalla testata on line TOSCANA OGGI VITA NOVA il 14 agosto 2026
Il comunicato stampa come pubblicato su La Nazione on line l’8 agosto 2026
Il comunicato stampa come pubblicato su La Nazione l’8 agosto 2026

