ADATTAMENTO ALLA CRISI CLIMATICA: PISA ESEMPIO IN NEGATIVO SIA PER IL PASSATO CHE PER IL FUTURO.

Il comune organizza un convegno su come le città debbano comportarsi di fronte alla crisi climatica, portandosi ad esempio virtuoso per alcune realizzazioni degli ultimi anni.

Certo a Pisanova il Parco Europa, strappato almeno in parte alla cementificazione dalle battaglie ambientaliste ai tempi del governo cittadino che alcuni di noi chiamavano della “sinistra del cemento”, è stato completato e l’area verde di via Pungilupo è stata trasformata da verde spontaneo a area fruibile nonché cassa di espansione, con dubbi vantaggi ambientali.

Ma non basta certo ciò per nascondere la realtà: negli anni del governo Conti si è proseguito sulla strada precedente. Il parametro che dà una misura di ciò sono gli ettari di suolo permanentemente consumato, certificati da ISPRA.

Secondo il Rapporto ISPRA 2025 sul CONSUMO DI SUOLO dal 2017 al 2024 il suolo permanentemente consumato nel comune di Pisa è stato di 37,6 ha, secondo solo a Grosseto tra i capoluoghi di provincia toscani.

Purtroppo il futuro si preannuncia ancora peggiore.

Nel POC adottato non viene quantificata la previsione di suolo permanentemente consumato nel quinquennio, se tutte le previsioni fossero attuate. Questo non lo diciamo solo noi ma è uno dei rilievi contenuti nelle osservazioni pervenute dalla Direzione Urbanistica e Sostenibilità della Regione Toscana. Quella quantificazione è obbligatoria in un POC e la sua assenza è uno dei numerosi profili di illegittimità.

Abbiamo provato a calcolare noi tale previsione di suolo permanentemente consumato: sarebbero 32,4 ha solo per le nuove previsioni residenziali e i parcheggi. A queste andrebbe aggiunto il consumo non calcolabile connesso alle premialità previste per gli interventi di riuso dell’esistente, i 30 km di nuove strade per oltre 10 ha di altro suolo permanentemente consumato e tutti gli interventi al di fuori del territorio urbanizzato che noi abbiamo stimato in circa 120 ha di ulteriore consumo permanente di suolo.

Complessivamente abbiamo calcolato una previsione di nuovo suolo permanentemente consumato di circa 163 ha. Certo possiamo sbagliare ma sia il comune allora a fornire i dati che mancano.

Il suolo nel comune permanentemente consumato passerebbe da 3033 ha del 2024 a 3196 ha con una velocità di consumo di suolo di quasi 1,1% annuo. Considerando che nello stesso periodo la velocità di decrescita della popolazione secondo le previsioni ISTAT è dello 0,2% annuo, si ha un rapporto tra i due parametri di -5,5 quando l’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile con l’Obiettivo 11.3.1 stabilisce che entro il 2030 il consumo di suolo non superi la crescita demografica: cioè quel rapporto dovrebbe essere 1, non -5,5. È quanto fa notare anche la Direzione Urbanistica e Sostenibilità della Regione Toscana in una delle sue osservazioni.

Oltre tutto ormai è noto che per affrontare l’adattamento alla crisi climatica che spesso già si trasforma in disastro climatico bisogna andare in direzione diametralmente opposta: ridurre drasticamente il suolo permanentemente consumato attraverso ampi interventi di depavimentazione, proprio quelli praticamente inesistenti nel POC.

Altra cosa è poi il contrasto al cambiamento climatico che si combatte invece con la transizione energetica, anch’essa contrastata dal POC con norme tutte tese a sfavorire l’installazione di impianti FER.

Quindi il convegno racconta una Pisa che non c’è mai stata e che certamente non ci sarà nei prossimi anni se andrà avanti il POC adottato, sbagliato e per noi anche illegittimo.

Pisa, 7 ottobre 2026

Associazione ambientalista

La Città Ecologica APS

Il Comunicato stampa come pubblicato dalla testata on line TOSCANA OGGI VITA NOVA l’8 ottobre 2026

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