In questi giorni sono tornati d’attualità i progetti cementificatori contro i quali ci battiamo fin dalla fine degli anni “80.
Contro di essi La Città ecologica ha presentato una Osservazione al POC, che abbiamo ora inviato alla stampa e che riportiamo di seguito.
AREA EX-MOTOFIDES E SCHEDA NORMA.
Sull’area in oggetto com’è noto fu approvato dal Comune di Pisa il 14/12/2006 un Piano di Recupero che, non attuato nei successivi 10 anni, è scaduto il 14 dicembre 2016, cioè da quasi 10 anni. Il TAR della Toscana ha confermato in via definitiva questa decadenza con Sentenza n. 645 del 26/06/2023, per la parte non attuata.
A nostro avviso sulla base di quel PdR non è possibile rilasciare nessun Permesso a Costruire.
Il POC dovrebbe essere l’occasione per andare a stabilire in una Scheda Norma i parametri urbanistici, i vincoli ambientali e paesaggistici, le prescrizioni energetiche per la stesura di un nuovo strumento urbanistico attuativo complessivo per quell’area così importante per il litorale e nello stesso tempo così fragile, come le inondazioni da mare che l’hanno a più riprese colpita dimostrano.
È l’occasione per ridimensionare l’impatto ambientale previsto dal PdR scaduto: notevole era infatti il consumo di suolo. Si prevedevano edifici per circa 55.000 mq di superfici utili lorde (oggi SE), per circa 300 appartamenti, vaste superfici commerciali, edifici fino a 4 piani e fino a 13 m di altezza. La vista da Marina verso la foce del fiume e le Apuane compromessa, con una grave lesione del patrimonio paesaggistico. Tutto ciò è oggi insostenibile, frutto di un’altra epoca storica quando la crisi climatica era denunciata solo da una sparuta minoranza.
Tutta l’area d’intervento è di 206.700 mq e le superfici, al netto dello specchio acqueo e le superfici demaniali, sono 122.761 mq. Le uniche superfici che ricadono sotto la competenza pianificatoria esclusiva del comune di Pisa sono 37.000 mq circa.
La necessità di un deciso ridimensionamento delle previsioni edificatorie e la decadenza del PdR avrebbero suggerito di sfruttare l’elaborazione del POC per andare ad una nuova intesa tra Comune, Parco e Regione che portasse ad un nuovo strumento urbanistico attuativo su tutta l’area più rispettoso dei principi del contenimento del consumo di suolo in particolare in aree a grave rischio idraulico e di grande pregio ambientale.
Invece si è scelto di usare il POC per fare una variante, accogliendo alcune delle richieste della proprietà, ad un Piano di Recupero scaduto da un decennio. Ci si è limitati a sostituire la Scheda Norma 38c che, pur con le previsioni monstre inaccettabili citate sopra, era comunque finalizzata a raccordare le previsioni comunali con quelle del Parco e della Regione, con una Scheda che riguarda il solo territorio di competenza del comune di Pisa e che permette di partire con le costruzioni.
Inoltre nella Scheda S9 non è valutabile la previsione a destinazione commerciale derivante dal recupero dell’edificato esistente dal momento che lo stesso non viene quantificato dimensionalmente nella Scheda.
Nessun cenno al dimensionamento e quindi alla dimostrazione del soddisfacimento degli standard dovuti per il DM 1444/68.
Per questi motivi
SI CHIEDE DI
Soprassedere all’approvazione della Scheda Norma in oggetto, in quanto in variante a un PdR, strumento sovraordinato, scaduto per di più da circa 10 anni;
assoggettare tutta l’area di 122.761 mq a una VAS che ne valuti la fragilità idraulica, allo stato attuale e ancor più nella prospettiva dei diversi livelli di innalzamento del livello del mare collegati con le diverse ipotesi di innalzamento della temperatura atmosferica, collegata agli effetti dei cambiamenti climatici;
promuovere, d’intesa con il Parco e la Regione, un nuovo piano attuativo che coinvolga tutti i 122.761 mq e che preveda un ridisegno di tutta quest’area come uno spazio verde intorno a pochi edifici, permeabile e quanto più aperto verso le prospettive panoramiche del mare, del fiume, del Parco, delle Apuane.
di inserire nella futura scheda norma il richiamo agli obblighi di efficientamento energetico per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni importanti come aggiornati con il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5.
Associazione ambientalista
LA CITTÀ ECOLOGICA
L’osservazione come pubblicata da IL TIRRENO il 25 ottobre 2026



