Il progetto di realizzare un parcheggio nel vallo del Giardino Scotto è inaccettabile. Esso vuol far fare alla città un salto all’indietro di decenni, a quando alle auto era permesso occupare ogni spazio della città da piazza dei Cavalieri a piazza della Berlina, a quando si pensava addirittura di fare un parcheggio nel prato della “Ghiacciaia” in via del Brennero.
Auspichiamo che ancora una volta ci pensi la Sovrintendenza SABAP a fermare un tale attacco al patrimonio monumentale della città.
Se l’area ha bisogno di una riqualificazione si faccia quella, non un parcheggio che non riqualifica nulla e produce comunque, anche se con la superficie permeabile, un consumo di suolo.
È totalmente errata la visione di una mobilità che nel 2025 si fonda ancora sulla moltiplicazione delle aree di sosta, che non fanno altro che incentivare l’uso dell’auto, mentre l’impegno del Paese è quello di una riduzione ed il passaggio all’elettrico da rinnovabili del parco auto se si vuol fare la transizione energetica. In quest’ottica invece che nuove aree di sosta il comune dovrebbe implementare un servizio di car sharing elettrico.
Ma il parcheggio dello Scotto non è sbagliato soltanto dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista economico. Infatti il progetto di tranvia inviato al MIT in risposta dell’Avviso n. 3 e per il quale si attende la pubblicazione della graduatoria, prevede che il tram passi a un centinaio di metri dall’ipotizzato nuovo parcheggio. Cioè il Comune col parcheggio incentiva l’uso dell’auto e quindi disincentiva in prospettiva l’uso del tram, esso sì mezzo ecologico, con danno anche economico.
Pensiamo che piuttosto si debbano rivedere attentamente le tipologie di categorie che hanno diritto all’accesso alla ZTL, oggi in numero troppo elevato. Ciò produce una presenza dentro la ZTL di un numero di veicoli eccessivo che aumenta il traffico nel quartiere, causa primaria dei disagi dei residenti e della caduta di qualità urbana.
Pisa, 30 ottobre 2025
Associazione ambientalista
La Città Ecologica APS
