“SPIAGGE IN GHIAIA” CELLE 4 E 5: SITUAZIONE PREOCCUPANTE EMERGE DAL SOPRALLUOGO A MARINA NELL’AMBITO DEL LABORATORIO MED-IREN.

Lunedì 2 marzo abbiamo  partecipato al terzo incontro che si è tenuto a Marina di Pisa nell’ambito del progetto Med-Iren della Scuola Superiore Sant’Anna che mira a fare delle spiagge in ghiaia un progetto campione replicabile a livello europeo di difesa dall’erosione costiera. Una difesa che eviti le barriere rigide emerse che tuttora dominano nella maggior parte dei litorali per trovare come a Marina soluzioni più resilienti con i fenomeni naturali.

Ci ha fatto piacere ritrovare in questi laboratori, in rappresentanza di forze politiche o rappresentanti di categoria, persone che quando le spiagge in ghiaia furono ideate e poi progettate e realizzate erano fermamente contrari e si scagliavano violentemente contro di noi e il “fondamentalismo verde”. Il tempo ha dimostrato che dove furono realizzate completamente (celle 6 e 7) le spiagge in ghiaia sono l’unica vera difesa efficace.

Abbiamo ribadito che per noi la priorità è rendere tutte le 4 celle in ghiaia funzionali a ciò per cui sono state pensate: opere di difesa dell’abitato, non spiagge nel senso comune del termine.

Nel sopralluogo che abbiamo compiuto con i partecipanti al Laboratorio abbiamo però dovuto constatare una situazione preoccupante.

La cella 4 è praticamente completamente svuotata di ghiaia; segno che l’aumento dell’estensione verso mare della diga soffolta è stata insufficiente e quindi non in grado di attenuare ancora sufficientemente l’energia del moto ondoso. È necessario che i lavori del secondo stralcio prevedano un ulteriore allargamento verso mare della soffolta prima di andare ad un cospicuo ripascimento in ghiaia, come lo stesso studio dell’Università di Firenze prevede.

Ma il sopralluogo ha evidenziato una situazione preoccupante anche della cella 5. La parte più a nord della cella svuotata quasi completamente di ghiaia, tutta accumulata nell’estremo a sud, ma comunque, complessivamente con una perdita sensibile complessiva dei sedimenti. Bisogna sicuramente prevedere un sensibile ripascimento della cella se non anche un allargamento della barriera soffolta.

Insomma non c’è da stare allegri. Il progetto Med-Iren è un “progetto di ricerca” non un progetto in senso ingegneristico. Porterà a quantità modeste di ripascimento della 5 e ad un sistema automatico di monitoraggio dell’evoluzione della situazione.

Questi i problemi nell’immediato. Nel medio periodo poi con i cambiamenti climatici che portano all’innalzamento sensibile del livello del mare i problemi saranno ancora molto più grandi.

Sono gli enti locali, Comune e Regione, che devono fare la loro parte.

Noi proponiamo di destinare almeno 20 milioni di euro dal finanziamento della Darsena Europa, alle opere per la salvaguardia del litorale pisano e di metterli subito a disposizione per la realizzazione degli interventi.

Comunque è incredibile che il Consiglio Comunale non sia mai stato coinvolto su questo che è uno dei problemi più rilevanti di tutto il territorio del comune. Si abbandonino le schermaglie di schieramento tra maggioranza ed opposizione, con il giochino di rinfacciarsi reciprocamente le responsabilità, e si affronti con chiarezza il problema e ci si trovi uniti nella richiesta alla Regione e al Governo di un impegno concreto e quantitativamente rilevante.

Pisa, 3 febbraio 2026

Associazione ambientalista

La Città Ecologica APS

La nota come pubblicata dalla testata on line PISANEWS.NET il 19 febbraio 2026

Condividi questo articolo: