Ringraziamo La Nazione per l’intervista e per come essa è stata riportata sul giormale.
Le risposte che avevamo dato sono state, per comprensibili motovi di spazio, tagliate.
Risportiamo di seguito le risposte complete.
- DARSENA EUROPA
La Darsena Europa è un’opera pensata per portare a ridosso delle Secche della Meloria grattacieli galleggianti di 30 piani che hanno bisogno di fondali fino a 20m. Una scelta poco razionale.
È accertato che l’opera produrrà erosione sul litorale pisano. Noi temiamo che i fenomeni erosivi possano essere ben più gravi di quanto stimato, fino a essere catastrofici, soprattutto se sommati agli effetti dei cambiamenti climatici con l’aumento di fenomeni atmosferici estremi e l’innalzamento del livello del mare. Questa dovrebbe essere la priorità per la Regione: un piano generale di adattamento ai cambiamenti climatici per tutta la costa toscana.
La diga foranea sullo Scolmatore potrebbe, riflettendo le onde, determinare difficoltà nello smaltimento delle piene da parte dello Scolmatore e quindi mettere in pericolo la stessa sicurezza idraulica della città di Pisa. Un pericolo molto sottovalutato.
Il Presidente Bani ha, questa volta, ragione: i 70kmq di prateria di posidonia, di grande valore ecologico, sono a rischio.
Le compensazioni sono solo un inefficace contentino per far accettare l’inaccettabile. Il sabbiodotto, se ci sarà, trasporterà per lo più acqua inquinata, acqua dove è vietata la balneazione.
Anche noi ci faremo sentire presso l’Osservatorio Ambientale del MASE.
- MOBILITÀ SOSTENIBILE
Siamo lontani da una mobilità sostenibile che tolga all’auto il ruolo dominante negli spostamenti urbani e nell’area vasta. Certo i cittadini scelgono sempre più di muoversi in città a piedi ed in bici, anche per un incremento delle piste ciclabili. Ma non si punta ancora abbastanza sulla mobilità ecologica. Non si ha il coraggio di fare quello che sarebbe necessario e che viene fatto in tante città europee: togliere decisamente spazio anche fisico alle auto per darlo a pedoni e ciclisti.
Poi certo pesa l’assenza di un servizio pubblico efficiente e non inquinante, quindi elettrico in sede propria. La miopia che ha ritardato di quasi 25 anni il puntare su una rete tranviaria urbana collegata ad una metropolitana di superficie d’area vasta ha penalizzato pesantemente la città. Quello è il tempo che si è perso sulla tranvia, dal progetto Systra che aveva ottenuto i finanziamenti alla fine degli anni 90. Finalmente ora tutte le forze politiche sono favorevoli alla tranvia.
Un progetto è stato presentato al MIT in risposta ad un bando. Si attende a breve l’esito. Ma i fondi che il governo assegna al TRM (Trasporto Rapido di Massa) sono molto scarsi. È un progetto che abbiamo criticato e che, se finanziato, chiediamo di cambiare. Il tram passi sul lungarno, si eviti il raddoppio del ponte della Vittoria, si abbia più attenzione all’inserimento nel contesto urbano.
Purtroppo nel frattempo la giunta pensa a nuovi parcheggi per le auto, cioè ad incentivare il modo di trasporto che invece va disincentivato, anche per gli impegni alla decarbonizzazione dei trasporti al 2050.
- ENERGIE RINNOVABILI
La transizione energetica è la priorità assoluta per gli ambientalisti: sono i cambiamenti climatici il vero pericolo per il paesaggio, l’agricoltura, la biodiversità e la stessa vita sul pianeta.
Purtroppo la frase più ascoltata è: “Favorevole alla transizione energetica, ma…”. E con quel “ma” si nega sempre la fattibilità dei concreti progetti che porterebbero alla produzione di energia pulita. Eppure le vicende di questi giorni dimostrano come il fossile produca non solo disastri ambientali ma anche guerre e aggressioni internazionali.
Noi insieme a Legambiente Pisa abbiamo prodotto un corposo documento in 10 punti di azioni che il comune dovrebbe intraprendere per fare la propria parte per contribuire alla Transizione energetica. Si va da un impegno molto maggiore a realizzare tetti fotovoltaici su propri edifici, a promuovere il potenziamento e la realizzazione di parchi fotovoltaici, ad attivare CER, a favorire e incentivare in tutti i modi invece di ostacolare i privati che vogliano realizzare tetti fotovoltaici, snellendo le procedure in particolare quelle per le autorizzazioni paesaggistiche.
A gennaio avremo un incontro con il Sindaco e speriamo che le nostre proposte siano recepite e che il comune inizi a recuperare i ritardi accumulati.
Analoga azione abbiamo intrapreso con la Provincia: attendiamo risposte. Poi sarà la volta dei comuni limitrofi, a partire da San Giuliano Terme.
- STADIO
Il 2026 dovrà essere l’anno della ZTL temporanea in occasione delle partite in tutta l’area intorno allo stadio. Il sindaco l’aveva promessa per la fine del 2025 ma tant’è. Finché lo stadio rimane a Porta a Lucca la ZTL è l’unica soluzione, minima e parziale, per alleviare i disagi degli abitanti nel quartiere.
Auspichiamo che il 2026 sia l’anno di un ripensamento della politica sulla collocazione tra le case dello stadio. Lì lo stadio non ha possibilità né fisica né normativa di un significativo ampliamento, tanto meno di inserimento di superfici commerciali o usi extra-calcistici. La sentenza del TAR che ha annullato la Variante Stadio su ricorso di 24 residenti guidati da La Città Ecologica su questo è chiarissima.
Sarebbe anche qui solo razionale ripensare alle scelte fatte.
Purtroppo l’assegnazione di una nuova valutazione dello stadio in assenza di previsioni urbanistiche su di esso, fa pensare che si voglia andare avanti sulla strada sbagliata.
Intanto attendiamo che le parti soccombenti al TAR ci versino tutte le spese di giudizio che, secondo la sentenza, ci devono. I cittadini ricorrenti si sono già impegnati a tenere il gruzzoletto da parte per eventuali ulteriori azioni legali nel caso si tentasse nuovamente di aggirare le norme.
- PARCO-CISAM
Il 2026 sarà l’anno del nuovo Piano Integrato del Parco (PIP). Quello elaborato dal Parco è fermo da tempo in Regione anche per l’opposizione nostra e di alcune associazioni ambientaliste locali, ma anche di diverse unioni comunali dello stesso partito del presidente Bani.
Così com’è è inaccettabile. Infatti prevede che l’Area Parco sia ridotta da 23.144ha a 15.119ha e che 9.010ha diventino “Aree Contigue” cioè aree la cui pianificazione urbanistica passa ai comuni, con il Parco che dà solo “prescrizioni”. Sono aree di grande importanza ambientale e da sempre appetite da mire speculative.
Da tempo abbiamo chiesto di essere ascoltati dalla commissione regionale competente. Abbiamo già inviato le nostre considerazioni al nuovo Assessore regionale all’Ambiente.
Tra le assurdità del nuovo PIP ci sono le aree DAM (Aree Antropizzate A Carattere Militare) per le quali, lungi dal contemplare, almeno parzialmente, una dismissione della servitù militare ed una restituzione alla fruizione pubblica, si prevede un consolidamento della funzione militare. Sono ammessi addirittura interventi di nuova edificazione per addizione volumetrica, senza neanche fissare limiti quantitativi.
Una di esse è l’Area ex.CISAM nella quale è prevista la mega base dei Carabinieri, già scongiurata a Coltano. Anche qui una scelta del tutto irrazionale: una base che occupa 90ha in un’area boscata interna ad un Parco. Ci sarebbe enorme consumo di suolo: nei documenti ufficiali si prevede l’abbattimento di 2.500 alberi ma dai nostri calcoli sarebbero circa 10.000, con la distruzione di un intero ecosistema di pregio. Non abbiamo nulla contro i carabinieri ma pensiamo che debbano risolvere le loro necessità logistiche utilizzando le caserme dismesse o sottoutilizzate presenti in abbondanza, alcune anche a Pisa.
- ALTRO?
Sicuramente l’urbanistica. Sarà l’anno del POC (Piano Operativo Comunale), strumento attuativo del Piano Strutturale (PS). Il PS prevede complessivamente 474.900mq di Superficie Utile Lorda di sole nuove costruzioni. Dietro il greenwashing dei “corridoi ecologici” nel POC ci sarà tanto grigio cemento. Ci faremo trovare pronti!
Pisa 5 gennaio 2026
LA CITTÀ ECOLOGICA APS
L’intervista è uscita anche sulla versione on line del quotidiano.
